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Blogosfere ha incontrato l'architetto Renato Montagner, che ha progettato il Pirelli Corso Venezia, nuovo flagship store di Milano. Qui l'intervista blogosferica!
L'inaugurazione e il grande party serale. L'apertura del Pirelli Corso Venezia, primo flagship store del mondo di Pirelli, è stata festeggiata nel modo migliore (guarda foto e video nel live di Blogosfere). Ben 1500 metri quadri, uno spazio senza precedenti che riunisce e sincronizza tutte le espressioni della P lunga: le collezioni PZero, la Formula 1, la nautica, il design e il co-branding.
Per dirla con un acronimo inventato proprio per gli pneumatici Pirelli, il nuovo store è un MIRS "Modular Integrated Robotized System". Quel processo grazie al quale si integrano alla perfezione le mescole dei battistrada, bilanciandoli alla perfezione per garantire la massima velocità.
Ne abbiamo parlato con l'architetto Renato Montagner, che ha progettato il flagship store (lo trovate in Corso Venezia 1 a Milano).
Dall'idea alla nascita dello store: quali sono state le tempistiche?
"In realtà non abbiamo ancora finito! Cominciamo da qui, questo è solo l'inizio: sono due anni che collaboro col progetto, prima solo per la parte tessile, poi ho cominciato a interessarmi anche alla parte del negozio, e il coinvolgimento è stato totale".
La cosa più difficile durante la progettazione di questo spazio?
"Qui il difficile è sempre riuscire a rinunciare. Ci sono tanti temi che si possono raccontare in uno spazio del genere, ma volevamo essere concentrati sulla vera essenza. Molte volte si cede alla tentazione di partire con una start up e mettendo subito all'interno tutto, mentre noi vogliamo prima costruire le basi. Quindi prima di tutto vogliamo capire, costruire, spiegare cos'è il progetto e poi mettere tutti i prodotti, e fare in questa maniera, per motivi economici, di marketing, è sempre stato difficile. Devi fare compromessi... io sono un creativo, voglio fare una cosa che sia bella, però poi arriva uno ti dice "Mettiamo anche un loghino da qualche parte..." (ride, ndr).
La parte più bella, più creativa, quella che vi ha maggiormente divertito?
"E' sempre stato il gruppo di lavoro, e poi in questo caso avere un progetto e un marchio molto trasversale. Accomuna dall'artista di tatuaggi alla top model: lavorare su un marchio come questo, che in realtà ha una storia, ha un certo tipo di approccio, ma ha un prodotto - il pneumatico - che nessuno va a guardare".
p.s.
Trovate una lunga intervista a Renato Montagner anche su Designerblog!
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