Speciale Salone del Mobile e Zona Tortona
In occasione del Salone del Mobile 2011, Bisazza dedica ad Alessandro Mendini una mostra presso la Triennale di Milano e un libro edito da Skira. Un modo per rendere omaggio al designer e celebrare oltre vent'anni di fruttuosa collaborazione, testimoniata da opere e installazioni provenienti dalla Fondazione Bisazza e da un prestigioso prestito della Fondation Cartier di Parigi. Tra le opere, anche una nuova statua equestre disegnata da Mendini, da lui battezzata "Il Cavaliere di Dürer".
Bisazza e Alessandro Mendini, un dialogo stimolante e creativo, un'affinità culturale ed estetica che ha dato vita, in oltre vent'anni di collaborazione, ad opere ardite e installazioni di pregio trasformatesi in icone senza tempo. Bisazza ha così deciso di dare un segno evidente della sua grande stima e riconoscenza,
dedicandogli una personale presso La Triennale di Milano, incentrata sulle sue sculture rivestite in mosaico.
Articolata su oltre 400 metri quadri di superficie, allestiti su progetto dell'Atelier Mendini, la mostra raccoglie alcune delle opere e installazioni più significative firmate dal designer per Bisazza nel corso degli ultimi 20 anni.
In mostra la Collezione "Mobili per Uomo", appartenente alle Limited Editions Bisazza, firmata a partire dal 1997 e giunta a completamento nel 2008. Composta da nove sculture tutte in formato fuori scala e impreziosite da tessere in mosaico oro giallo 24K tagliate e posate a mano, la collezione "Mobili per Uomo" esprime l'alta versatilità e il valore artistico di questo materiale e l'estro creativo dell'artista.
Fanno parte della prima serie progettata nel 1997 le sculture Giacca, Guanto, Scarpa e Testa, nate dalla riflessione dell'architetto secondo cui i pezzi rappresenterebbero simbolicamente quanto non può mancare in un essenziale guardaroba da uomo. Col tempo la collezione si è ampliata ulteriormente con le sculture Lampada e Tazza (2002), Stella (2003), Cappello (2004) e infine Borsa (2008).
Sono inoltre esposti i Monumentini a Palladio (2001). Le due colonne furono ideate per la mostra "Alessandro Mendini tra le Arti" presentata in Basilica Palladiana a Vicenza nel 2001. Nel progetto è determinante il rapporto dell'autore con l'architettura palladiana, reinterpretata secondo una visione originale e contemporanea. Inoltre, una videoproiezione su maxi schermo, realizzata da Metamorphosi, mostra la Poltrona Monumentale di Proust (altezza tre metri), interamente rivestita in mosaico, esposta presso la Fondazione Bisazza ad Alte (Vi).
Oltre alle opere provenienti dalla Fondazione Bisazza, Fondation Cartier ha contribuito alla realizzazione della mostra concedendo il prestito di due opere di sua proprietà, sempre firmate da Mendini e realizzate con mosaico Bisazza. Per la prima volta visibili in Italia e solo per la settimana del Salone sono dunque esposte: Petite Cathédrale, opera monumentale, originariamente realizzata nel 2002 per la mostra "Fragilisme" al cui interno è collocato un altro grande contribuito del designer, la scultura in tessere di mosaico d'oro Bisazza, Visage archaïque del 2002, che indossa un collier in oro della Maison Cartier, sempre su disegno di Alessandro Mendini.
Infine, a testimonianza del fatto che la collaborazione tra Mendini e Bisazza è ancora viva e attuale, è stata presentata in assoluta anteprima internazionale, una nuova scultura equestre, da lui battezzata "Il Cavaliere di Dürer". Si tratta di un'imponente scultura rappresentante cavallo e cavaliere interamente rivestita in mosaico oro bianco e blu.
"Ho sempre avuto in mente l'enigmatica figura del Cavaliere di Dürer. Ed anche la crostacea immagine del suo Rinoceronte. Queste raffinatissime e precise incisioni a bulino mi hanno ispirato sia l'immagine di un CAVALIERE e di un CAVALLO, sia l'idea di una loro trasposizione in mosaico di vetro. I volumi di questa mia statua equestre sono trattati come masse elementari, con l'intenzione di creare delle campiture compatte, dove organizzare la geometria delle decorazioni. La struttura compositiva è suggerita dall'enigma che Dürer esprime nelle sue figure, dove il cavallo e il cavaliere si fondono in un'unica immagine. La dimensione del monumento è più piccola del vero, e la statua è collocata su un alto piedestallo, che per effetto prospettico la rende lontana, e astratta. Il colore oro bianco delle tessere copre i due corpi con delle armature lucenti, e la delicatezza dei segni e delle linee blu rimanda al magistrale gioco di bulino compiuto da Dürer alla metà del 1500. La lunga storia delle statue equestri ha un grande fascino che mi ha sempre sedotto. E applicandomi a un progetto in tal senso, mi è venuta spontanea l'ipotesi di coprire tutta la statua in mosaico, per renderla luccicante, nervosa e specchiante. Non credo che ciò sia già avvenuto. E questa pelle cangiante sovrapposta alla fissità dei volumi, mi fa intuire che potrà esistere una serie di cavalieri a cavallo uguali nella forma, ma identificati da armature differenti: CAVALIERI DI BISAZZA pronti per un torneo".
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